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Rivoluzionare la Regione
con la Passione della Competenza

Il mio impegno particolare, oltre al programma generale di Vox Marche, sarà centrato anche sul focus della mia vita: un’amministrazione regionale capace di puntare sulla FRAGILITÀ, che non è la sfortuna di pochi, ma la scommessa di tutti.
Avere questo obiettivo, vuol dire dare dignità alla persona umana.

  • Città accessibili per tutti

    Attraverso il superamento delle barriere architettoniche (tutto ciò che ostacola la mobilità e l’accessibilità di ogni persona con disabilità: fisica, sensoriale, mentale) e delle barriere mentali
    (cioè gli ostacoli di natura comportamentale e culturale, spesso prima causa di emarginazione e stigmatizzazione sociale), realizzando un nuovo modo di pensare le città della Regione Marche
    “per” e “con” la disabilità.

  • Comunità cooperative di condivisione

    In cui si generino e si ri-generino costantemente le risorse e in cui auto-determinazione e resilienza siano promosse e sostenute in ogni territorio e per ogni cittadino.

  • Rendere esigibile il diritto dei cittadini in difficoltà

    a far valere le loro esigenze e a ottenere ciò di cui hanno bisogno.

Le nostre risposte per te ... in pillole

Il nostro programma elettorale

Una Regione forte, libera, solidale, sana, pulita, partecipata

LA MISSION: padroni del nostro destino, estremisti del bene comune

LEGALITA’, TRASPARENZA, LIBERTA’ DI INFORMAZIONE, LIBERTA’ DI SCELTA, RI-GENERAZIONE, CONDIVISIONE, COOPERAZIONE, INCLUSIONE E ACCESSIBILITA’ X TUTTI,

sono le “parole chiave” dell’azione di governo regionale di VOX Italia Marche.

che tra i suoi strumenti annovera:

la Carta di qualità dei candidati

i comitati popolari di controllo degli atti amministrativi

I Marchi: Regione_de-tangentizzata – Regione_Accessibile

  • COMBATTIAMO

    Il Regime-COVID, non l’esistenza o la persistenza del virus, ma la gestione politica direttoriale imposta nel nostro paese, a seguito del “Coronavirus”, che, strumentalizzando la paura, finisce solo per limitare le nostre libertà, uccidere l’economia, mortificare la vita in ogni latitudine

  • DENUNCIAMO

    Ogni forma di corruzione e sopruso con ogni mezzo a nostra disposizione. Saremo “i vigilantes della democrazia, della legalità e della libertà”.

  • CREDIAMO

    Nei valori profondi che riguardano l’uomo, la sua dignità, cancellati da una cultura, da un’economia e una politica che stanno distruggendo la civiltà e l’ambiente che ci ospita.

  • PROPONIAMO

    La libertà di scelta a 360 gradi, che muove dall’unico presupposto che è la libertà di informazione. Promuoviamo la partecipazione attiva, con particolare attenzione alle fragilità, intese come risorsa. Lavoriamo per una nuova Regione accessibile a tutti, a misura di disabili e famiglie in primis.

  • GARANTIAMO

    La salute pubblica a partire dalla condizione naturale di vita, liberi di valutare e scegliere.

Il programma politico di Vox Italia Marche è articolato in 5 assi (obiettivi specifici) che hanno come cemento, come cuore, la forza delle “fragilità” individuali, collettive e ambientali, necessario punto di partenza di una nuova e migliore amministrazione regionale.

  • Asse 1

    Liberi di scegliere (Legalità, trasparenza, controllo popolare, “Regione detangentizzata”)

  • Asse 2

    Liberi di lavorare (generare e rigenerare – condivisione – cooperazione – sussidiarietà circolare – autonomia alimentare ed energetica)

  • Asse 3

    Liberi di scoprire e riscoprire (Turismo – Cultura – Mobilità)

  • Asse 4

    Liberi di vivere … al meglio (Tutela ambiente, risorse, suolo, territorio, rifiutiZero, accessibilità. Urbanistica e ricostruzione, prevenzione emergenze)

  • Asse 5

    Liberi di viversi in salute (sanità pubblica e territoriale, libertà di scelta terapeutica, diritto alla cura sociale, all’assistenza e ai servizi, accessibilità e diritti dei disabili, educazione, sport x tutti e inclusivo)

DATI >>> INFORMAZIONE >>> CONOSCENZA >>> SCELTA LIBERA

Legalità e trasparenza, cardini essenziali per dare spazio alla libertà di accedere ai dati e alle informazioni: conoscere, quindi, scegliere.

L’azione amministrativa di controllo sarà restituita ai cittadini attraverso i Comitati popolari e una importante ricognizione e valutazione dei processi che renderà possibile la realizzazione della prima regione a marchio “de-tangentizzata”, nonché garantita a monte dalla Carta di qualità dei candidati.

  • Carta di qualità dei candidati

    è un importante elemento distintivo per selezionare a monte e non a valle la nostra classe dirigente, i futuri amministratori della Regione. I nostri candidati dovranno dichiarare i loro redditi, rendere pubbliche le loro consulenze e collaborazioni varie, a garanzia di legalità e trasparenza sul campo. La carta sarà costantemente rinnovata.

  • Comitati popolari di controllo degli atti amministrativi

    sono la risposta dal basso alle false iniziative del Palazzo che impedisce ogni vera verifica delle scelte che vengono fatte sulla pelle dei cittadini.

  • Regione_de-tangentizzata

    è l’obiettivo di Vox Marche per realizzare una Regione pulita, virtuosa, all’altezza della bellezza, dell’identità e della energia dei suoi abitanti, che segni la fine delle caste nazionali e locali. Giungeremmo a istituire un vero e proprio Marchio

  • Regione_trasparente

    è l’obiettivo di Vox Marche per offrire strumenti semplici e chiari e dare spazio a dati e informazioni accessibili a tutti anche a chi non è “nativo digitale”, per diventare “conoscitori” liberi di valutare e decidere.

  • Generare e rigenerare le risorse per uscire dalla dipendenza alimentare ed energetica, …

  • Innovare attraverso condivisione e cooperazione, sussidiarietà circolare

  • Valorizzazione dei beni pubblici e dei beni relazionali

  • Partecipazione attiva alla creazione e trasformazione per il bene collettivo

  • Inclusione sociale e lavorativa quale diritto esigibile

Non servono molte parole per descrivere la grave condizione di declino in cui verserà anche la Regione Marche a partire dal termine dell’estate 2020. Moltissime aziende se non hanno chiuso, chiuderanno, tanti professionisti a partita Iva hanno già visto sfumare totalmente la possibilità di sopravvivere entro fine 2020; tante famiglie saranno sul lastrico e non vi sono ad oggi evidenti vie di uscita se non ripartendo da tutti noi e dalla forza della nostra “fragilità”. Una forza che va rilevata e sostenuta e che ci permette di certo di trovare e subito risorse per ripartire “qui ed ora” dai vincoli evidenti, senza attendere o attendersi chissà quali aiuti e da “chissà dove”.

Qualche dato a conferma:

DATI ISTAT – GIUGNO 2020

La crisi economica che ha colpito il sistema produttivo a seguito dell’emergenza sanitaria, produce – nelle valutazioni delle imprese – effetti di medio periodo per quasi 9 aziende su 10.

Oltre la metà delle imprese (51,5%, con un’occupazione pari al 37,8% del totale) prevede una mancanza di liquidità per far fronte alle spese che si presenteranno fino alla fine del 2020 e il 38,0% (27,1% il loro peso occupazionale) segnala rischi operativi e di sostenibilità della propria attività e il 42,8% ha richiesto il sostegno per liquidità e credito (DL 18/2020 e DL 23/2020).

La mancanza di liquidità è tanto più diffusa quanto minore è la dimensione aziendale, interessata anche da una dinamica più negativa del fatturato. Dal punto di vista settoriale è più accentuata per le imprese delle costruzioni, soprattutto se piccole (che rappresentano il 56,4% del totale) e per le micro imprese dell’industria in senso stretto (56,0%). Nell’ambito della manifattura, particolarmente colpite sono le imprese di alcuni settori tipici del Made in Italy, su tutti la fabbricazione di mobili (64,5%), l’industria del legno (64,2%) e le confezioni di abbigliamento (62,6%).

Dal punto di vista geografico, ciò si traduce in una spiccata mancanza di liquidità soprattutto nelle regioni del Centro Italia (il 55,5% delle imprese, +4 punti percentuali rispetto alla media nazionale), ma sono presenti situazioni di forte disagio in alcune regioni del Mezzogiorno, come la Calabria (57,4%) e la Sardegna (56,1%).

Anche il rischio operativo e di sostenibilità dell’attività è più frequente nelle classi dimensionali più piccole: particolarmente a rischio sono le micro imprese (39,9%) attive in altri servizi (in cui arrivano al 47,4%, con forte peso dell’assistenza sociale non residenziale).

Riorganizzazione di spazi e processi (23,2% delle imprese) e modifica o ampliamento dei metodi di fornitura dei prodotti/servizi (13,6%) le principali opzioni adottate per far fronte alla crisi.

 

 TAVOLO REGIONALE E NAZIONALE “COSTITUENTE”, PER LA CENTRALITA’ DEL TERRITORIO

Per far fronte a un tale disastro oltre che confermare come Regione l’impegno di partecipare ai tavoli nazionali, puntando alla realizzazione di una economia umanistica, vicina alla gente, nonché alla possibilità di riaffermare una sovranità economica (opzione-USCITA DALL’EURO), valutando e approfondendo le diverse soluzioni anche intermedie (doppia moneta, moneta a due velocità etc), in discussione, ciò che è necessario fare, nel breve termine è:

  • Promuovere l’indipendenza economica, alimentare, energetica del territorio, attraverso la generazione e rigenerazione delle Risorse:
    • Umane: valorizzando e sostenendo le intelligenze, e dando spazio a tutti nel rispetto dell’uomo e delle sue grandi potenzialità e soprattutto in condivisione con l’ambiente.
    • Ambientali: permacultura e programmi di energia green per tutti, no-spreco e rigenerazione delle risorse, artigianato e agricoltura bio, tutela delle riserve naturali, del suolo e del territorio, acqua pubblica, tutela dell’aria,
  • Innovazione attraverso la condivisione e la cooperazione secondo il paradigma della sussidiarietà circolare[1] che fa dialogare costantemente il Pubblico (Stato, Regioni, Enti locali), con le imprese profit (diverse forme) e con le forme più o meno organizzate della società civile (Terzo settore e “quarto settore”). E’ necessaria, inoltre, l’integrazione della loro azione gestionale ma anche della loro progettazione strategica.
  • Piani specifici di inclusione alla vita sociale e lavorativa per ogni individuo ri-partendo dai suoi desideri e dalla forza della fragilità umana e ambientale. Le risorse strumentali per arrivare al grande obiettivo dell’inclusione sono presenti all’interno degli enti pubblici e quindi dovranno essere messe in grado di funzionare al meglio e potenziati. Serviranno anche azioni volte ad un cambio culturale profondo che superi la stigmatizzazione del disagio creata dalla cultura neoliberista separatista e individualista, nonché un cambio di paradigma che ripensi l’ambiente come strettamente collegato alla vita umana (approccio umanistico relazionale).

Ogni settore e ogni dimensione di impresa così come ogni tipologia (profit e no profit) dovrà e potrà partecipare alle necessarie azioni di analisi e proposte di ri-generazione ma non per tornare alla vita precedente, schiavi del lavoro in virtù del consumismo spinto, della mistica del profitto, ottenendo una sopravvivenza imposta, bensì forti del valore che si dovrà finalmente riconoscere: la superiorità della dignità umana.

Si realizzeranno Politiche regionali che mirino:

  • ai beni già presenti e che vanno conosciuti e ri-conosciuti, condivisi, scambiati, riutilizzati e ri-generati se serve,
  • ai beni dell’ambiente che vanno tutelati (acqua, aria) e quindi promossi
  • al valore della nostra terra e del nostro territorio, di cui prendersi cura
  • ai beni relazionali quale risorsa inestimabile ma soprattutto da ripristinare e supportare

Si rende necessaria una revisione del sistema di gestione dei Centri per l’Impiego e in particolare del sistema di incrocio “domanda-offerta”, specie in condizione di disagio o di collocamento mirato, al fine di sburocratizzare e rendere umano e accessibile tutto il sistema pubblico con azioni specialistiche di accompagnamento professionale per la rigenerazione, l’innovazione e l’inclusione. Il tema non va lasciato solo nelle mani del Terzo settore come risorsa residuale e sempre separativa ma va gestito secondo l’approccio della sussidiarietà circolare.

Aiuti e benefici economici agli enti produttivi, commerciali e di servizio del nostro territorio in grave difficoltà finanziaria, che inevitabilmente si troveranno numerosi da settembre 2020 in poi visto il disastro del RegimeCOVID, saranno ridiscussi e verificati in funzione di un sistema più snello e mirato affinché si rendano esigibili i diritti e si investa concretamente nel territorio per riavviare un sistema bloccato e depotenziato.  I contributi a pioggia di tipo assistenzialistico e non quantitativamente idonei al sostegno vero di aziende e lavoratori sono una presa in giro dei cittadini su cui Vox non potrà che intervenire e subito.

Nella considerazione dello sviluppo produttivo delle Marche, in cui il 95% è costituito da micro imprese individuali  (manifatturiere 44%), la regione deve impegnarsi nella fornitura di agevolazioni a tutti i livelli possibili. Diventa indispensabile aiutare a spostare nel lungo periodo tutti i tributi, cercando di modulare  gli interventi, decentralizzando e responsabilizzando gli amministratori locali. La regione potrebbe farsi parte attiva agevolando la diffusione di circuiti creditizi locali sia tra aziende e p.IVA sia tra privati e famiglie per ovviare alla carenza di liquidità. Ripensamento e accorciamento delle filiere produttive. Incoraggiamento alla costruzione di nuove filiere promuovendo lo sviluppo della produzione di canapa e canapone industriale, alimentare, cosmetico, manifatturiero, bioedilizio e biologico

Sostegno alle aziende agricole biologiche  e di qualità, alle aziende che praticano agricoltura sinergica, alla permacultura e alle aziende che si convertono all’agricoltura sostenibile.

Sostegno alla ricerca tecnologico-industriale.

Promuovere il turismo con campagne pubblicitarie mirate, e creando eventi che ne possano allargare il mercato di utenza sia all’estero che in Italia e in periodi dell’anno diversi dal solo periodo estivo.

Implementare la rete logistica integrata diventa perciò fondamentale: gomma-ferro-nave-aereo.

 Inoltre “In un contesto economico gravemente compromesso dalla crisi innescata dall’emergenza coronavirus, vi sono migliaia di lavoratori indipendenti – liberi professionisti – che probabilmente si vedranno espulsi dal mercato e saranno proprio i più giovani a subire le conseguenze più dolorose di questo disastro.  Le 454 mila domande di professionisti per accedere all’indennità di 600 euro introdotta dal decreto Cura Italia sono stati solo un palliativo, che rappresenta la punta dell’iceberg di una crisi spaventosa che trova ulteriori conferme nella sospensione delle attività professionali, con oltre il 50% di lavoratori autonomi bloccati dal lockdown. In questa drammatica situazione le misure finora messe in campo dal governo hanno semplicemente tamponato le prime emergenze. Occorre garantire nuove prospettive per un intero settore economico che lavora al fianco delle imprese e dei cittadini”. Così parlano i rappresentati di questa vasta categoria di diversi professionisti e di questo non possiamo non tenere conto.

Il governo ha dato a chi opera nella libera professione un’attenzione pressoché marginale o comunque insufficiente. In particolare, i professionisti ordinistici sono stati spesso esclusi da provvedimenti di supporto garantiti ad altre categorie di lavoratori, anche autonomi.

In particolare si sottolinea anche l’esigenza di:

  • Combattere contro le finte p.iva obbligate per dare loro dignità e certezze
  • Offrire spazio per la definizione di categorie di prestazioni solide dai confini riconoscibili per non essere “disconociuti” e quindi sottovalorizzati e poter dare il loro apporto “intellettuale e creativo” fondamentale per l’innovazione
  • Garantire che sia esigibile quello che oggi è chiamato “equo compenso”

Verrà rispettato il principio di equiparazione dei liberi professionisti alle PMI, come sancito dalla normativa europea recepita da quella nazionale.

Saranno promosse norme più semplici, una fiscalità meno opprimente e meno complessa, investimenti sociali e infrastrutturali più consistenti e meglio programmati, pochi, semplici e razionali incentivi al lavoro, misure prontamente utilizzabili a sostegno di chi rischia di essere espulso dal mercato del lavoro o si trova già in una condizione marginale.

 

Agricoltura

Tema già toccato in precedenza nell’approccio generale, che merita tuttavia una specifica ulteriore.

Il settore agricolo deve essere incentivato nella sua funzione di compatibilità rivalutazione ambientale, e nella sua primaria funzione di produrre alimenti sani e localmente fruibili, ricreando un circolo virtuoso di benessere sociale.

Per far ciò le politiche agricole regionali devono essere indirizzate a:

  • Il ricambio generazionale, tramite aiuti al reddito.
  • deve incentivare le aziende a pratiche agricole ecosostenibili.
  • deve incentivare (a differenza di quello che avviene adesso) la piccola e media attrezzatura che favorisce il connubio delle piccole aziende agricole e delle piccole e medie imprese artigiane meccaniche presenti ancora nel territorio.
  • Incentivare l’allevamento con pascolo con adeguati incentivi reddituali che premino l’effettivo miglioramento della vita animale con adeguato spazio pascolativo.
  • Adeguamento delle norme sanitarie e di sicurezza alla dimensione aziendale, sia nella trasformazione, nella commercializzazione che nelle attività ricreative.
  • Oltre che incentivi per la meccanizzazione sono necessari incentivi
  • all’acquisizione di mano d’opera aziendale coordinata con politiche sociali e giovanili.
  • Importante è favorire sia tramite un aiuto alla commercializzazione che informazione al reddito il consumo in loco dei prodotti alimentari.

 

Pesca sostenibile 

“Sostenibile è la pesca che preleva dal mare solo ciò che serve, senza sprechi e utilizzando attrezzi artigianali e che hanno un basso impatto sull’ambiente e la fauna marina. È quella pesca che considera il mare e le sue risorse un bene comune, da tutelare anche per le generazioni future.

Tantissimi pescatori operano in questo modo, sono piccole imprese familiari che pescano nel rispetto delle regole e contribuiscono allo sviluppo delle comunità costiere che dipendono dalla salute del mare.

Ma questi pescatori artigianali vengono schiacciati dal potere della pesca industriale, che domina il mercato del pesce e impoverisce pescando in modo eccessivo e spesso distruttivo.
Solo sostenendo la pesca artigianale e sostenibile possiamo invertire la rotta e aiutare il mare!” – da GREEN PEACE e Vox Cenferma.

Una questione va precisata in particolare:

  • si Rileva una situazione critica rispetto l’anno scorso -38% di pescato, e andrà affrontata,
  • e il Fermo pesca ormai si sa che, così come concepito attualmente, non risolve il problema del depauperamento estremo del mare (scaglionato, da Trieste ad Ancona dal 31 Luglio al 6 Sett. – da San Benedetto d.T. a Termoli: dal 17 Agosto al 15 Sett.)

Bisogna studiare per capire insieme a imprenditori e biologi marini, cercando soluzioni condivise e includendo i “vicini” -regione AlpeAdria- ripensare anche ai fondi di sostegno e alla velocità di erogazione.

[1] Sussidiarietà circolare: principio di cooperazione, di relazione, di interazione, di collaborazione tra i cittadini (come singoli, associazioni, imprese) e lo Stato;
  • è entrato (riforma della Costituzione Italiana, 2000) come ultimo comma dell’art.118; in sintesi “la Repubblica favorisce la libera iniziativa di cittadini singoli o associati per lo svolgimento di attività di interesse generale”
  • diverso dalla sussidiarietà verticale (regola i rapporti in logica gerarchica, es. istituzionali tra UE e Stati Nazionali, Stato Italiano e Regioni, Comuni) e dalla sussidiarietà orizzontale (supporto parallelo, ad es. lo Stato non deve intervenire se la società è in grado da sola di risolversi questi problemi).

 

Turismo – Cultura – Trasporti: un patrimonio fruibile

La regione Marche possiede tutte le risorse necessarie per essere un modello turistico per tutto l’anno. Un patrimonio paesaggistico, storico, religioso, da mettere a frutto. Da rendere fruibile. E’ uno dei principali volani che muovono l’indotto economico, annosa questione nota a tutti ma mai messa a regime, in quanto vittima delle solite incompetenze e di interessi di potere.

 La Regione Marche è:

  • Piccola – piccoli i borghi, le città, le valli, piccoli teatri, piccole chiese rupestri, abbazie…
  • Variegata – mare, colline, monti, calanchi, larghe spiagge sabbiose, piccole spiagge di sassi, baie…
  • Armonica – dai terreni coltivati ai codici di edificazione dei borghi.
  • Misteriosa – la Sibilla, Il Pizzo del Diavolo, l’Infernaccio, Il Lago di Pilato, Il Santuario dell’Ambro, la Dea Cupra, la Madonna di Loreto…
  • Creativa – laboratori del saper fare: dall’artigianato, all’agricoltura, all’arte (tombolo, il cappello, le scarpe, la ceramica, i grani evolutivi del piceno, i custodi dei semi antichi, la tradizione culinaria, le erbe nella nostra cultura, l’arte della vinificazione…)

La Regione Marche è amata da tanti, ma ancora sconosciuta e inaccessibile, nemmeno i suoi abitanti ne conoscono tutti le infinite potenzialità e bellezze; la esploreremo, con politiche amministrative e progetti ad hoc, con i cittadini che vi abitano e quelli che vorranno coglierne le opportunità e le attrattive, rendendone agevole l’accesso a tutti; la promuoveremo per le sue bellezze diverse e per i suoi itinerari differenziati e ricchi che “lasciano il segno” in chiunque li percorre.

Turismo X tutti sarà il motto che ci accompagnerà in ogni luogo:

  • Accessibilità garantita ai luoghi attrattivi con sistemazione strade e trasporti locali
  • Sostegno alla riscoperta e mantenimento dei luoghi caratteristici attraverso il “racconto” costante e anche figurato ove possibile, degli abitanti e delle loro storie, con azioni diffusive a carico pubblico

Ristrutturazione della rete diffusa di biblioteche, musei e centri culturali con opportuni finanziamenti e programmi di accessibilità. La Regione è ricchissima da questo punto di vista, vanno sostenute e diffuse le diverse iniziative e organizzazioni, con idonei supporti anche finanziari oltre che di potenziamento dei servizi.I tecnici del settore saranno coinvolti direttamente per riprogettare il sistema regionale fortemente depotenziato e in sofferenza, che si era peraltro già disperso ancor prima del Covid nel periodo del passaggio di competenze dalle Province alla Regione.

Accoglienza turistica differenziata, con azioni di protezione e valorizzazione di ogni forma di alloggio, che sempre più si va diffondendo anche a dismisura e senza regole e supporti, per lasciare spazio a tutti in ogni luogo e non far soffrire ne il turista ne il settore alberghiero classico ne quello nuovo e “diverso”. Condivisione è anche qui la parola d’ordine e approccio Circolare, dove tutti si devono sedere ad un tavolo comune per comprendere con l’ente pubblico e decidere insieme e non a compartimenti stagni e fortilizi.

Trasporti e mobilità    

Come sappiamo la configurazione orografica-valliva del territorio marchigiano, a pettine, l’esiguo spazio pianeggiante disponibile sulla costa, costringe ad attente riflessioni, costretti dall’evidenza dell’insufficiente manutenzione, più che della struttura in sé.

Riprogettazione dei programmi di manutenzione e costituzione di un comitato per la viabilità regionale e provinciale che sia attento agli spostamenti vallivi facilitando la mobilità collettiva, e disincentivando quella personale con facilitazioni e sconti per la prima, e attenzione alle tecnologie per l’informazione sulla rete intermodale treno-autobus-autobus-elettrico con servizio door-to-door. Sviluppo interporto Aereo-Gommato-Portuale, con soluzione dello snodo stradale-portuale della città di Ancona, promuovendo lo sviluppo del traffico marittimo ed aereoportuale.
Progettazione di reti di ricarica elettrica autonoma-integrata (rete e pannelli fotov.) auto-bici, con particolare attenzione alle zone interne del territorio, e alle zone di ricostruzione.
Progettazione e realizzazione di una rete regionale telematica, di informazione sulla mobilità intermodale.
Progettazione di mobilità turistica con mezzi dedicati, integrando progetti di sviluppo locale commerciale e turistico, con particolare attenzione al patrimonio artistico-culturale locale.
Ultimazione della ciclopedonale Adriatica e delle sue diramazioni vallive, con punti di sosta. Incentivazioni a province e comuni che progettano e realizzano vie ciclopedonali.

  • Protezione e tutela dell’ambiente e delle sue risorse (acqua, aria, …), del suolo e dell’ambiente e del territorio (spiagge e mare compresi), a partire dalla conoscenza diretta e dalle diverse fragilità quale reale ricchezza

  • Politica “rifiuti zero” e Uso&riuso, secondo il paradigma della tutela ambientale per la salute di tutto e di tutti

  • Accessibilità urbanistica e ricostruzione post sisma, ri-generazione urbana

  • Prevenzione ed emergenze ambientali

Per essere liberi di vivere è necessario vivere in un ambiente sano, curato e vivibile.

Visto il depotenziamento e il disinteresse con il quale l’ambiente è stato trattato in questi anni di gestione politica, è con ogni evidenza necessario in primis rivalutare il paradigma di fondo e promuovere una nuova politica su di esso incentrata, ovvero: passare dalle parole ai fatti.

Parlare da anni di rifiutiZero e noSpreco e non agire in tal misura nei fatti, non ha portato ai risultati desiderati, con il risultato che non viviamo né felici, né tanto meno liberi. Basti pensare alla gestione comunale dei rifiuti diversificata in ogni territorio, e che ci rende schiavi da cittadini e da amministratori, nonché costosamente inutile e dannosa.
Produrre meno rifiuti è alla base del miglioramento della gestione degli stessi, riutilizzarli e rigenerarli consente inoltre di creare lavoro e fare nuova economia.
Queste saranno priorità assolute nel sistema di gestione e tutela ambientale, che saranno perseguite in costante rapporto con le istanze cittadine, per una verifica e una gestione corretta e non corrotta delle ATA (assemblea territoriale di ambito[1]), con una attenzione particolare alla realizzazione di impianti di gestione e rigenerazione pubblici e ponderati.

Altra priorità l’acqua pubblica, sarà di nuovo una scelta su cui poggeranno tutte le azioni che metteremo in atto a livello regionale, recuperando con gli enti locali la gestione degli impianti ove possibile e la gestione diretta.

Vanno incentivati interventi per l’efficienza energetica in tutti i settori e della produzione di energia da fonti rinnovabili in contesti in cui è possibile l’autoconsumo puntando in modo prioritario alla diminuzione del consumo di risorse energetiche e solo come secondo obiettivo alla diminuzione della produzione di CO2: infatti il primo obiettivo comporta l’ottenimento anche del secondo, mentre non è sempre vero il contrario.

Valutazione comparata delle diverse forme di protezione del litorale marittimo anche rivedendo la scelta delle “scogliere”, l’impatto ambientale e le reali risultanze

Secondo il principio di precauzione la nostra politica in merito alla nuova tecnologia 5G sarà incentrata sulla:

  • Revisione della normativa in vigore sulla protezione ambientale riguardante l’esposizione a campi elettromagnetici indotti
  • Revisione e aggiornamento delle zonizzazioni – obbligatorie per i Comuni – per le antenne di telecomunicazioni, tenendo conto dei nuovi studi dello IARC.
  • Verifica dell’effettiva applicazione della legge che obbliga ciascun comune alla dotazione di piano-antenna in ottemperanza alla Legge Nazionale (anni ’80)

La connettività sarà comunque valutata e incentivata laddove ancora non sia presente come è, specie nell’entroterra. Sarà valutata inoltre, in virtù del fatto che la comunicazione è un “bene comune” e il suo accesso deve essere garantito a tutti, la possibilità di programmi finanziati a livello regionale anche con la partecipazione a progetti innovativi di finanziamento.

Essenziale sarà una forte azione di revisione e ristrutturazione delle agenzie ARPAM per il controllo di acqua e aria, al fine di ri-potenziare risorse umane impiegate e strumenti e realizzare seriamente i necessari controlli antiinquinamento e poter quindi intervenire tempestivamente.

Regione_Accessibile è l’obiettivo di Vox Marche per realizzare una Regione PER TUTTI, accessibile a 360gradi a partire dai più fragili e i disabili che hanno il diritto di vivere alla stregua di tutti.
Giungeremmo a istituire un vero e proprio Marchio della Regione accessibile.

L’accessibilità è infatti una opportunità per tutti.
Trasformare l’accessibilità da obbligo, per lo più poco rispettato, a opportunità, facendo capire che non riguarda minoranze, ma la collettività e il suo rapporto con l’ambiente, sia esso costruito o naturale sarà obiettivo di Vox anche dal punto di vista urbanistico.

Siamo in un momento storico, sociale e culturale molto complesso, in cui l’urbanistica ha un po’ perso il senso del progetto e la ricerca della costruzione di relazioni con il territorio. Assistiamo a una frammentazione delle visioni, che rende difficile creare identità condivise, anche in relazione a quelle aree periferiche e di degrado che oramai fanno parte della nostra società. Il problema è che si progetta per il domani (mattina!) non guardando al lungo periodo, perché non pagherebbe a livello politico e di consenso.

Insomma, la questione dell’accessibilità e della costruzione dell’identità si inserisce in questo quadro, che è difficile da gestire, ma va affrontato. Perché se non c’è senso di appartenenza il territorio viene dimenticato, non può essere tutelato né può essere fruito da nessuno, figuriamoci da chi ha una disabilità o un qualunque disagio.

Ci impegneremo a costruire una rete dell’accessibilità e promuovere il valore di avviare un processo che dal singolo intervento di superamento delle barriere spaziali riesca a traguardare quella qualità complessiva di città e territori, in grado di consentire le relazioni che l’abitare deve avere con la mobilità, le prestazioni della città pubblica, l’ambiente, il welfare socio-sanitario, e con le politiche urbane intese in senso ampio.

Nelle situazioni urbane e rurali, seppure in una dimensione fortemente frammentata, sono diverse le esperienze che mostrano indirizzi e soluzioni ai temi sopra descritti e che indicano l’importanza di lavorare:

  • sulle politiche (sostegno all’abitare e all’affitto accessibile);
  • sul welfare (servizi territorializzati e personalizzati alle differenti fragilità);
  • sui programmi (coabitazione, residenze protette);
  • sul progetto (adattabilità e accessibilità degli edifici, degli spazi esterni e di quelli pubblici, dei servizi condivisi all’abitare);
  • sulla governance (coinvolgimento del terzo settore per rispondere alle richieste di una società in mutamento – demografico, sociale, culturale, economico).

Necessario lavorare per il Recupero capannoni industriali vecchi e dismessi: a causa delle crisi degli anni passati esistono molte aree industriali in cui ci sono capannoni non più utilizzati. Occorre prevedere un sistema di agevolazioni e obblighi che renda conveniente demolire e ricostruire questi capannoni quando servano per altre aziende invece che costruirne di nuovi. Se ciò non è possibile questo sistema dovrebbe incoraggiare a demolirli per destinare il suolo ad altri usi (la stessa politica può essere attuata anche per altri edifici nelle stesse condizioni, ma quelli industriali sono prioritari perché sono molto grandi e di solito in condizioni fatiscenti).

Prevenzione ed emergenze ambientali. Dal sisma al nulla
I numeri della gestione post-terremoto parlano chiaro: opere pubbliche ricostruite appena 86, solo il 5% dei progetti in cantiere; su 80mila progetti di ricostruzione privata presentati solo 14mila e ben 8 mila giacciono nei cassetti degli uffici della ricostruzione. A oggi ci sono ancora 42mila persone fuori casa e 32mila nelle Marche. Pescara del Tronto, Castelsantangelo sul Nera, Arquata sono lo scandalo marchigiano della malapolitica regionale e governativa. Noi non abbiamo bisogno di commissari politici, né tecnici.

I cittadini sono stanchi di essere commissariati. I territori si riprendano la loro libertà.
La gestione del sisma2016 nella Marche è infatti un’altra importante dimostrazione di come il piano emergenze e ricostruzione sia stato disatteso, ignorato, e di quanto un sistema politico bloccato da interessi trasversali finisca per mortificare le esigenze di uomini, donne, famiglie, già duramente colpite dal terremoto.

Tutti i soggetti interessati saranno immediatamente coinvolti per rivedere insieme lo stato dell’arte, l’utilizzo ad oggi dei fondi già stanziati e non fruiti o fruibili, con l’attivazione di ogni azione necessaria per l’immediata realizzazione di quanto serve con tali fondi al di là di ogni fantomatico “blocco amministrativo”.
Non ci sarà bisogno del commissario straordinario, i rappresentanti eletti saranno i garanti e il popolo potrà partecipare e controllare.

Una seria indagine regionale sugli accadimenti e le azioni compiute, sarà necessaria da subito, per chiudere questa incresciosa gestione, con responsabili che hanno nomi e cognomi.

Ciò tra l’altro conferma l’urgenza di ripensare e riavviare su basi nuove il sistema di gestione delle emergenze regionali, con declinazione e articolazione comunale, come da normativa.  Garantendo un continuo e articolato flusso di informazioni tra istituzioni e cittadini. Ogni territorio obbligato a realizzare il suo piano emergenze dovrà farlo e verrà controllato dai cittadini in ogni consiglio comunale.

[1] La legge regionale Marche n. 24 del 12 ottobre 2009 attribuisce le competenze per l’organizzazione, l’affidamento e il controllo del servizio di gestione integrata dei rifiuti all’Assemblea territoriale d’ambito (ATA) alla quale partecipano obbligatoriamente i Comuni e la Provincia ricadenti in ciascun ambito territoriale ottimale (ATO)
  • La salute prima di tutto: da stili di vita sani in ambiente sano a cure sociali e sanitarie, quale diritto pubblico “esigibile”; liberi di conoscere e scegliere tra le diverse “medicine” e le cure diverse, accessibili X tutti

  • Esigibilità dei diritti sociali e diritto alla Cura sociale

  • Rivalutazione e riprogrammazione del sistema dei servizi semiresidenziali e residenziali sociali e socio-sanitari in risposta ai reali bisogni

  • Diritti dei disabili e non autosufficienti

  • Famiglie e giovani

  • Educazione aperta e umana a partire dall’ascolto e il rispetto dei più piccoli

  • Sport x tutti ma soprattutto inclusivo, divertente e salutare

La salute prima di tutto: il ripristino della salute pubblica, libera e ampia, abbassa i costi e rigenera risorse, risparmia disagio e garantisce una vita dignitosa e felice ai cittadini.

Si porterà avanti, però, una nuova idea di Salute riassunta nell’acronimo SIPS = Sostenibilità Integrazione Prevenzione Serenità

S = Sostenibilità delle scelte personali
I   = Integrazione delle diverse medicine e approcci terapeutici
P = Prevenzione di malattie e disabilità
S = Serenità ed equilibrio della mente e del corpo 

Sanità pubblica al primo posto, quale diritto esigibile sancito dalla Costituzione, e di conseguenza, attivazione urgente della rete diffusa ospedaliera, cancellata dai governi precedenti e dall’ultimo in particolare (13 ospedali chiusi). Una evidenza che ha appalesato il volto del “regime Covid”, che noi di Vox Marche intendiamo denunciare.

Le strutture esistenti possono essere sistemate dove serve e rivalutate in funzione delle esigenze differenti di risposta alla salute pubblica.
Ferma contrarietà alla costruzione di ospedali nuovi con utilizzo dello strumento del Project Financing, una gabbia di business finanziario utile solo al privato e non certo a chi ha bisogno di salute. La salute non è un business e non potrà mai più diventarlo.
Sarà rivalutata la collaborazione con la sanità privata che potrà liberamente esistere al fianco di quella pubblica senza essere più la protagonista assoluta (addirittura sostitutiva) e purtroppo attenzionata da inchieste e corruzione.

Necessaria anche la ristrutturazione e il ripristino della sanità territoriale depotenziata e inefficace ad oggi presente, puntando sulla co-progettazione e co-costruzione condivisa con le diverse discipline in campo, nel segno di un nuovo sistema di salute, aperto alla integrazione di diversi saperi e diversi approcci alla cura, secondo il principio della libertà di scelta, nonché centrato sulla cura preventiva degli stili di vita e dell’alimentazione.

L’approccio alla salute deve necessariamente passare per un approccio speciale alla “cura sociale” e al diritto “esigibile” all’assistenza che trova oggi i fondamenti in un nuovo e diverso punto di partenza: la constatazione che la società neoliberista, con relativa corsa al consumismo sfrenato e alla cultura dell’immagine, che ha vilipeso ogni valore, ha prodotto disorientamento nell’uomo e nelle famiglie, ha prodotto violenza e disagio sociale, allargando la fascia di popolazione affamata e senza sostegni.
Il sistema politico degli ultimi anni ha depotenziato poi, i servizi di accoglienza e risposta ai bisogni rendendo inesigibili i diritti previsti sulla carta per la riduzione cronica delle risorse pubbliche a disposizione, e ha ridotto una grande fascia di popolazione alla miseria. Le Marche non sono da meno.

Gli Ambiti Territoriali sociali, istituiti a seguito della Legge 328/00 invece di essere il luogo della analisi e programmazione condivisa delle risposte al disagio sono diventati dei “passacarte” della Regione per la concessione burocratica di bonus di ogni tipologia, riassunta quasi sempre in pratiche lunghissime e pesanti per la concessione di “spiccioli”.
Questa non è “cura sociale” e nemmeno “assistenza”. Per uscire da tutto ciò è necessario ripartire dal bisogno reale delle persone e delle famiglie, che hanno perso lavoro e identità, accogliendole per accompagnarle ad un loro nuovo progetto di vita, potenziando e riformando tutto il sistema dei servizi sociali e socio-sanitari, sburocratizzando e spostando l’attenzione dall’assistenzialismo in “bonus” alla cura sociale individuale e comunitaria. Sarà fondamentale condividere tali nuove politiche sociali con tutto il sistema del Terzo settore che insieme a ente pubblico ed enti privati for profit, in posizione di “sussidiarietà circolare”, co-costruirà le necessarie nuove risposte ai bisogni secondo il paradigma della rigenerazione delle risorse e la promozione dell’autodeterminazione “sostenuta e accompagnata”.

Di fondamentale importanza anche sarà riportare in evidenza i diritti delle persone con disabilità che sono tantissime nella Regione Marche, e richiamano drammaticamente e costantemente al rispetto e alla dignità. Persone che oggi addirittura in virtù del “regimeCOVID”, si sono trovate ancora più sole e abbandonate e alcune anche addirittura “sequestrate” nelle strutture separate da tutti i loro affetti.
Al suo interno vi stanno anche tutti gli individui in situazione di “non autosufficienza” (anche Anziani) e i loro familiari (detti oggi indistintamente caregiver)  a cui è necessario dare spazio e dignità accogliendo e personalizzando le risposte, che mai possono essere standardizzate come è solito fare il sistema attualmente imposto dai governi locali.

 

Famiglie e giovani

Da tempo ormai le famiglie e i loro figli sono vittime innocenti di un sistema sociale individualista in cui prevalgono logiche assistenzialiste (spesso senza nemmeno aiuti reali ma solo sulla carta) e separative, nonché schiave di orari di lavoro (dove semmai esso sia ancora presente) che riducono gli spazi naturali di vita famigliare e sana. I giovani dopo lo studio (spesso anche universitario e raggiunto con tanti sacrifici) non trovano sbocchi e pesano a se stessi e alle famiglie. Giovani che svolgono quando riescono tirocini/stage spesso inutili e improduttivi per non dire “sottopagati” quanto ciò avviene.

Tutti soggetti lontani dalla vita sociale e comunitaria nella stragrande maggioranza dei casi, agganciati solo al budget familiare risicato e mai sufficiente a coprire ogni esigenza.

  • Sostenere le famiglie non vuol dire solo offrire assistenza ai genitori alle coppie e ai loro figli dove serve (sempre carente) ma anche cambiare paradigma e offrire spazi di riflessione utili a ricostruire una nuova identità sociale e di salute, per poter mettere a regime le diverse e naturali risorse personali e di comunità in una nuova economia familiare e collettiva in cui prevalgano logiche di “share” e di cooperazione, noSpreco e solidarietà, spirito di appartenenza. La violenza intrafamiliare a cui si assiste sempre più, è frutto principalmente del sistema sociale “patologico” neoliberista in cui viviamo, in cui sparisce il dialogo e impera l’individualismo sfrenato e nevrotico che conduce a superare i limiti della condizione più umana di vita. Sostenere e ampliare quindi spazi di riflessione e solidarietà convoglia energie diverse e sviluppa il cosiddetto “capitale sociale” comunitario e funzionale al benessere personale e collettivo. Saranno quindi verificati e modificati i programmi di sostegno familiare che non posso essere solo ricondotti a Centri per le famiglie di falso appoggio, risicati e senza risorse, valide semmai solo per pochi e poco funzionali. La partecipazione dell’associazionismo familiare già tanto presente nelle Marche sarà di grande sostegno in questo senso e quindi principale attore da coinvolgere.
  • Sostenere e accompagnare i giovani in un percorso di consapevolezza della condizione sociale in cui stiamo vivendo e in cui loro stessi possano invece, ben sostenuti, mettere a frutto le grandi potenzialità di certo presenti. L’energia, la creatività e la progettualità giovanile sono una forza fondamentale per la nostra collettività, da reincanalare attraverso programmi specifici in cui gli stessi giovani siano protagonisti. Andranno quindi reinterpretati e revisionati i progetti di politiche giovanili con loro “protagonisti” anche coinvolgendo il tessuto associativo giovanile tanto vivace nelle Marche e poco sostenuto. Particolare attenzione andrà posta all’uso delle tecnologie digitali che tanto ha stravolto il nostro modo di vivere riequilibrandolo e riappropriandosi della reale e corretta funzionalità che è propria di ogni strumento, senza farsi più schiacciare fino a sviluppare addirittura vere e proprie “patologie sociali” di cui oggi sempre più si sente parlare (es. hikikomorismo, cyberbussismo, …)

Educazione aperta e umana a partire dall’ascolto e il rispetto dei più piccoli, nonché accessibile a tutti dentro e fuori dalla scuola.

Il Covid ha reso evidenti le già pesanti condizioni delle scuole nella Regione Marche  a cui si aggiunge il disastroso programma di ripresa scolastica di settembre, con misure emergenziali non attuabili in tutto il territorio regionale. Educazione non solo dietro i banchi ma anche non solo dietro gli “schermi”, questo dovrebbe essere il perimetro entro cui muoversi, ampliando anche i servizi extrascolastici che non vedano più famiglie costrette a fare i “taxi” ogni pomeriggio e magari anche a famiglie costrette a dire “no” a iniziative educative e di tempo libero per i propri figli a causa dei costi da sostenere.

Punti fermi del programma saranno:

  • Riorganizzazione della rete scolastica regionale ripartendo dai piani provinciali ovvero dalle esigenze concrete di ogni territorio comunale, nel dettaglio;
  • verifica sicurezza delle strutture scolastiche;
  • Meno casa-scuola (o genitori tutti maestri) e più educazione e apprendimento informale ed esperienziale diretto
  • promozione dell’inclusione scolastica ed extrascolastica a tutto tondo, sostenendo le attività educative complementari e di sostegno necessarie;
  • sviluppo degli apprendimenti mediante la comunicazione, la socializzazione e la relazione interpersonale;
  • stretta collaborazione con i soggetti del terzo e “quarto” settore che parteciperanno anche nei momenti di progettazione e non solo di gestione.

Sport x tutti ma soprattutto inclusivo, divertente e salutare

Non può mancare per una condizione di salute davvero completa un punto specifico dedicato allo Sport e non parliamo solo di sport agonistico ma soprattutto di attività motoria e sportiva X tutti.

Numerosi documenti e ricerche identificano nel movimento e nella corretta alimentazione due pilastri della promozione della salute:

  • per prevenire e combattere numerose patologie (obesità e sovrappeso, malattie cardiovascolari, diabete, alcuni tipi di tumore, malattie mentali),
  • aumentare la speranza di vita,
  • migliorare l’inclusione sociale, l’integrazione sociale, intergenerazionale e interculturale.

Movimento e corretta alimentazione rivestono inoltre un’importanza particolare nello sviluppo dei bambini, degli adolescenti e dei giovani adulti, poiché influenzano anche la possibilità che gli stessi continuino a svolgere attività fisica e a nutrirsi bene in età adulta. Si tratta pertanto di un target particolarmente rilevante in questo ambito, soggetto però, come confermato da numerose ricerche, a un declino del livello di attività fisica abituale, che è ben lontano dagli standard identificati dalle linee guida e dalle raccomandazioni internazionali. Una costante e buona attività fisica nonché una sana alimentazione non sembrano essere gli elementi di principali su cui si basa la vita quotidiana degli abitanti della nostra regione.

E’ necessario considerare la prevenzione e la promozione della salute individuale e collettiva una forma di investimento sanitario, sociale e culturale e per questo promuovere iniziative volte ad accrescere la cultura dello sport e della sana-alimentazione, avvicinando sempre più le giovani generazioni allo sport a partire anche da iniziative rivolte all’età scolare, o anche attivandosi per agevolare e migliorare la qualità della vita dei target più disagiati, nonché incentivando i giovani studenti a continuare anche dopo la scuola.

Attenzione particolare andrà posta alla promozione e gestione di speciali percorsi sportivi “inclusivi” per persone con disabilità, con l’impiego di figure professionali adeguate, specie per quanto riguarda la disabilità psichica e intellettiva.